Black and Blue

Black & Blue è una trasmissione andata in onda su Radio Cooperativa in 15 puntate sulla storia del Jazz.
Buon ascolto!

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Breve storia del Jazz

Black & Blue racconta in 14 puntate (più una) la storia del Jazz, rivisitando generi, interpreti, brani. Ogni puntata ha il suo tema: partiamo dall'inizio del '900 per arrivare ai giorni nostri. Il titolo della trasmissione richiama la canzone di Fats Waller che fa anche, nella versione di Louis Armstrong, da sigla di apertura al programma. La sigla di chiusura è invece affidata a Charlie Byrd e Stan Getz. Buon ascolto!

11 Free jazz, Jazz-Samba, Rock

06-04-2018

Free jazzL'undicesima puntata di Black & Blue esplora gli anni '60. Si tratta di un periodo nel quale l'intera società subisce profonde trasformazioni. Negli Stati Uniti, e poi in Europa, i giovani vogliono avere più spazio e più libertà; vogliono smarcarsi dalla monotona vita piena di regole spesso assurde dei loro genitori. Sono spinti da rivendicazioni forti: il rifiuto di guerre che non capiscono, le battaglie per l'integrazione dei popoli senza distinzione di razza. Nelle Università, nelle piazze, si respira la voglia di aggregazione. La musica non può non esserne influenzata. Anche il Jazz cambia ancora una volta, grazie al lavoro di un trombettista nero texano, Ornette Coleman, cjhe apre la strada al Free Jazz, una esaltazione della libertà di suonare, di lasciare agli interpreti la libertà di fare quello che vogliono. I risultati sono contraddittori e agli amanti della musica con tutte le note a posto, la musica che si appoggia su melodie sensate, quel "rumore" proprio non piace. Gli artisti free se ne vanno in Nord Europa a portare, assieme alle loro musiche le storie di segregazione, di un becero razzismo molto lontano dall'essere vinto soprattutto nel Sud degli States.
Poi cambia tutto, un'altra volta ... e non sarà l'ultima in questa decade. Jazz SambaLa maggiore facilità a viaggiare porta i jazzisti in Sud America, in particolare in Brasile, nello stato di Bahia, quello in cui tutto ha avuto inizio, quando a Salvador attraccavano le navi, cariche di schiavi che portavano dall'Africa le proprie tradizioni, la propria cultura e la propria musica, proprio come nei porti degli stati statunitensi, dove era nato il jazz.
La musica popolare brasiliana si è evoluta in modo differente: i suoni africano hanno dato origine al Samba, che, nel 1960 si suona e si balla ovunque in Brasile. E' in questo periodo che un gruppo di poeti e artisti di Salvador de Bahia trasformano la musica popolare in qualcosa di più raffinato, di più impegnato, di politicamente attivo. Grazie a personaggi come Carlos Antonio Jobim, Vinicio de Moraes, Joao Gilberto, ecco la Bossa Nova. E in brasile arrivano anche i jazzisti nord americani. Uno di questi è il chitarrista Charlie Byrd, niente di eccezionale, ma ha un'intuizione straordinaria. Quando torna dal brasile si porta dietro una valigia di dischi, perché è rimasto affascinato dal modo che hanno i brasiliani di suonare la chitarra. Ne parla con l'amico Stan Getz, ottimo sassofonista. I due decidono di trascrivere qualche brano e realizzano "Jazz Samba" un album che ha un grande successo, grazie a canzoni immortali come ad esempio "Desafinado" di Jobim. Nasce così un nuovo genere Jazz, che tuttavia avrà una breve durata, finendo alla fine come musica di sottofondo nei night club o come musica rilassante nei locali alla moda.
Nel frattempo, in Europa, si assite ad una evoluzione incredibile che trasforma il blues portato nel vecchio continente dai grandi artisti neri del Mississippi e di Chicago, in qualcosa di diverso. Passando attraverso interpreti come Mayall e Clapton, si affacciano sulla scena nuovi gruppi come i Led Zeppelin, i Rolling Stones, gli Who. La loro è una musica adatta ai tempi: messaggi duri, senza fronzoli indirizzati ad una gioventù che, come detto, sta prendendo le distanze dal passato e vuole vivere in piena libertà la propria vita, spesso con esagerazioni letali, ma ma in modo incosciente.
RockIl Rock delle band trova riscontri ovunque nel mondo: nascono i Doors di Jim Morrison, i Pink Floyd e tanti altri. I ragazzi e le ragazze si riuniscono in kermesse mai viste prima, a Monterey, a Woodstock, dove sono in centinaia di migliaia ad ascoltare i nuovi profeti, sicuramente spinti (anche) da una buona dose di soldi dalle case discografiche. Ma le masse seguono come profeti i vari Jimi Hendrix, Janis Joplin, Jefferson Airplane, Grateful Dead. E poi ci sono i messaggi di grandi personaggi, scomodi per l'establishment, a riempire le coscienze: Woodie Guthrie, Joan Baez e, soprattutto, Bob Dylan.
E' in questo modo che si chiude la puntata n. 11 di Black & Blue, con uno sguardo su una musica che non è Jazz, ma senza la quale non si può capire il motivo per cui quel genere che è stato, assieme al blues e al country, il centro del mondo musicale nella prima metà del secolo scorso, cominci ad avere il fiato corto, a perdere il suo ruolo di fenomeno di massa, a dover fare i conti con le nuove tendenze, ad unirsi ad esse, sfociando nel Jazz-rock dei vari Pat Metheny, Weather Report e Wynton Marsalis ... ma questa è un'altra storia e la racconteremo nella prossima puntata.
Buon ascolto.

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Tipo di file: MP3 - Dimensione: 82,63MB - Durata: 1:30:15 m (128 kbps 44100 Hz)